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mercoledì 7 luglio 2010

42°

42° è la temperatura che segnava il termometro domenica pomeriggio qui in Brianza...

L'estate è ufficialmente arrivata e ha portato con , oltre alle prime cene sul nostro bel tavolino in terrazzo, ai primi bagni in piscina e alle prime passeggiate serali gustando coni e coppette gelato, anche un improvviso ed inaspettato caldo umido, sofferto soprattutto dalla sottoscritta durante il lungo ed interminabile viaggio di ritorno sul treno delle nord senza aria condizionata...
Ma l'esperienza insegna e con gli anni ho imparato ad attrezzarmi per affrontare e superare questa indimeticabile esperienza che tempra il fisico e rafforza l'animo...infatti non viaggio mai senza:
  1. mollettone per raccogliere la lunga chioma che contribuisce a riscaldare testa, collo, spalle e schiena
  2. bottiglietta ghiacciata di integratore di sali minerali
  3. e l'importantissimo ed indispensabile ventaglio!


Non trovata che mi conferisca un'aria molto flamenca? Ditemi di sì! Vi prego!

C'è invece chi affronta il caldo di questa tardiva estate brianzola a modo suo...ovvero spalmandosi su una qualsivoglia superficie con una temperatura minore a quella del proprio corpo, sebbene questo comporti rinunciare alla tanto decantata compostezza felina!

giovedì 1 luglio 2010

Verde mela

Comincia a fare davvero caldo qui in Brianza e, mano a mano che l'estate si fa più intensa e il caldo più pesante, diminuisce progressivamente la voglia di dedicarmi ai miei pasticci quando la sera crollo esausta sul divano (sicuramente il viaggio di ritorno sull'amato treno delle nord senza aria condizionata non aiuta certo a migliorare la situazione!).
Da tempo ho desiderio di ricamare un free molto carino con un gatto da appendere nella mia crafting room, ma l'idea di prendere in mano tela aida e cotone mi scoraggia un po' in queste ultime sere.
L'unica attività che mi sembra fattibile è la produzione di piccoli orecchini di bigiotteria.
Qualche giorno fa, quando uscire durante la pausa pranzo era ancora fattibile, ho acquistato nel negozietto di cui già avevo parlato in altre numerose occasioni, alcuni elementi che ieri hanno dato vita a questi orecchini:

Pensati per il regalo di compleanno di una mia cara amica, li ho confezionati unendo piccoli elementi in metallo, swarovski verde chiaro e delle perle sintetiche cangianti che sfumano dal verde pallide al rosè come se fossero due piccole mele granny.

Mi piace il risultato finale, trovo che siano molto freschi.
Avevo iniziato a confezionare anche un altro paio molto simile a questo ma su una tonalità totalmente diversa: un color glicine. Tuttavia, una delle due perle sintetiche non è forata a dovere, per cui dovrò aspettare di trovare la forza ,durante la pausa pranzo, di andare a cambiarla, per poter terminare quest'altro paio di orecchini...

venerdì 12 marzo 2010

Great Expectation

Oggi va decisamente meglio. Metereologicamente parlando (è uno scioglilingua!) e non. La giornata ha avuto inizio con una nota più che positiva: il viaggio in treno di stamattina non è stato orribile come quello di ieri mattina e come, con rassegnazione e stoicità, pensavo sarebbero stati tutti i miei viaggi in treno per raggiungere l'ufficio da qui all'eternità (sono freddamente consapevole che la mia generazione NON andrà in pensione!).
Eh sì, perchè ieri mattina credo di aver fatto uno dei viaggi in treno peggiori della mia vita: io e altre centina di persone, abituate a viaggiare (tutto sommato si può dire) comode sul nostro trenino anni '70 (quello con i sedili marroni, per intenderci) con le carrozze doppie e 10 posti per fila, siamo state stipate su un treno Trenitalia delle Ferrovie dello Stato (non chiedetemi cosa c'entri con le FNM perchè la mia ricerca di ieri in internet è stata improduttiva!) super moderno, un TAF Treno-Alta-Frequentazione su cui, nonostante la definizione, riescono a salire a malapena un quinto delle persone che viaggiano normalmente sul nostro trenino anni '70. Per cui ho passato i 45 minuti del viaggio nel vestibolino tramite il quale si accede dalla porta d'entrata alla carrozza, accovacciata su uno scalino, circondata da sconosciute gambe di gente infastidita e infervorata e talmente stipata da non permettermi nemmeno di raggiungere con lo sguardo le porte o il soffitto del treno.
Per cui potete immaginare l'immensa gioia e sollievo provati stamattina quando ho visto comparire all'orizzonte il nostro consueto trenino anni '70!

Inoltre nonostante il gregge di nubi a pecorelle che riempiva il cielo questa mattina, ora fa capolino tra le nuvole un timido sole.L'aria è ancora molto fredda , ma per lo meno per oggi non dovrebbe nevicare!
Ed infine, questa mattina, uscendo di casa, mi sono accorta che in giardino cominciano a far capolino i giacinti, per il momento del fiore neanche l'ombra..ma attendiamo pieni di speranze!


Vi lascio con uno scatto rubato: il musino della Bìa che fa capolino dalla coperta in cui ieri sera la sottoscritta infreddolita si era avvolta.

lunedì 28 dicembre 2009

Christmas time has come..e la neve con lui!

Ancora buon Natale a tutti!
Come avete passato questa prima parte delle feste?
Io benissimo, un goccino trafelata ma benissimo.. ma di questo vi racconterò nel prossimo post.. In questo, un po' lunghetto, come promesso nell'ultimo post scritto la Vigilia di Natale, vi voglio raccontare le giornate che hanno preceduto Natale e Santo Stefano...

*Lunedì 21 dicembre:
Lunedì pomeriggio qui a Milano ha cominciato a nevicare verso le 14.30. Allarmata dalla situazione che poteva attendermi a casa, ho chiesto un permesso e sono uscita alle 16.00 anzichè alle 17.30 come di consueto. Quando sono giunta, alle 17.30, alla stazione del mio brianzolo paesino non aveva smesso un secondo di nevicare e a terra c'erano già una ventina di centimetri di neve.
Penso al mio calesse fermo vicino alla stazione e decido che proprio non è il caso di muoverlo da lì, temendo una rovinosa scivolata del mio cavallo. E quindi, gambe in spalla mi incammino a piedi verso casa: 2,5 km di strada, 40 minuti di cammino sotto la neve. Intorno a me tutto era bianco e silenzioso, la neve fresca che coi miei passi si sollevava da terra come fosse un gigantesco mucchietto di farina, tutto sembrava lontano, morbido e ovattato.
Quando ho imboccato la via di casa sembravo un pupazzo di neve: tutto - il mio cappello, la borsa, il cappottino, al gonna, persino le calze - era coperto da uno strato di neve...
Entrata in casa avevo i piedi doloranti per il freddo. Mi ci è voluta una doccia bollente e un piatto di passato di verdura fumante per riuscire a riscaldarmi!

*Martedì 22 dicembre:
La sveglia suona come sempre alle 6.30. Mi affaccio alla finestra per monitorare la situazione neve e scopro che lo strato di neve che copre ogni cosa misura circa 40 cm. Impossibile raggiungere lo Studio. Che ho fatto? "sei tornata sotto le coperte a continuare a sognare! "penserete voi!E invece no! Mi sono attaccata al telefono con il mio responsabile sino alle 08.30 cercando di trovare una soluzione alla situazione di emergenza che si era creata alla reception dello Studio: io ero impossibilitata a raggiungerlo causa maltempo.. e la mia unica collega (di Milano quindi non bloccata a casa dalla neve) impossibilitata a raggiungerlo causa febbrone da cavallo!Per fortuna una soluzione alla fine si è trovata..
Dopo aver fatto colazione, il Mio Contadino del Cuore, colto da pietà, mi ha accompagnato (ovviamente a piedi, quindi altri 40 minuti di camminata nella neve) a recuperare il povero calesse abbandonato dalla sera prima in stazione e coperto da una tale quantità di neve da essere quasi irriconoscibile!
Ritornati alla Bucolica Casa Campestre, abbiamo riesumato dal garage pala e badile e abbiamo cercato di creare un varco che dalla portico della casa ci permettesse di raggiungere il cancelletto del giardino senza sprofondare nella neve! Terminato l'oneroso incarico, e dopo aver mangiato un piattino di spatzle agli spinaci con salsina di yogurt e cubetti di prosciutto cotto, la sottoscitta ha sfoderato la sua Singer, ago e cotone per punto croce per terminare i 26 regali di Natale che aveva deciso di confezionare amorevolmente a mano.
Il risultato finale è questo:



Ovviamente ogni destinatario del dono aveva ricamato sul cuore l'iniziale del suo nome.

Ho terminato di cucire, imbottire, confezionare, impacchettare e infiocchettare i miei 26 doni personalizzati a mezzanotte..

(Nella foto mancano alcuni pacchetti che erano già stati consegnati!)

*Mercoledì 23 dicembre

Ho saltato piscina per partecipare alla tradizionale cena natalizia con family, zii e amici di famiglia (nonchè amiche del cuore di vecchissima data considerate praticamente sorelle) al Kapuziner Platz di Lonate Ceppino(http://www.kapuziner.it/kapuziner/pg.cfm). Si tratta di un ristorante bavarese che dista circa un'ora e mezza dalla Bucolica Casa Campestre, impossibile da raggiungere in caso di neve (ecco, appunto!) in quanto situato in un ex monastero abbarbicato in cima ad una collina. Perchè andare così lontano per mangiare un piatto di canederli? perchè l'atmosfera natalizia che è in grado di donarti questo locale è magica ed impossibile da trovare altrove! Ve lo consiglio ( a chi abitasse in zona, ovviamente!)

*Giovedì 24 dicembre:

Il giorno della Vigilia di Natale dovevo rimanere nella mia Bucolica Casa Campestre con il mio Contadino del Cuore... richiesta di ferie già approvata.. poi però la mia amica nonchè compagna di banco si è ammalata e così ho avuto anche il giorno della Vigilia la mia dose di pendolarismo!

Sono arrivata a casa alle 15.15 e da lì è cominciata un'interminabile danza di preparativi per gli ultimi regali e l'"aperitivo-tardivo" (l'appuntamento era fissato per le 22.30) che avevamo organizzato con i nostri amici nella nostra taverna.

Speravo nell'aiuto dei miei amici pettirossi e topini di campagna per il confezionamento degli ultimi regali e riassettamento della taverna, ma purtroppo erano tutti convalescenti per via di un brutto raffreddore preso a causa della nevicata!

venerdì 18 dicembre 2009

Aria di neve


Ieri mattina quando mi sono svegliata e ho aperto le imposte della cucina sono rimasta a bocca aperta: il mio stupore non era dato dall'aria ghiacciata che entrava dalle finestre, ma dal fatto che il Bucolico Giardino, la Bucolica Casa Campestre, la nostra via, gli alberi, le case, tutto sembrava cosparso da una generosa spolverata di zucchero a velo.

E' stata la prima nevicata dell'anno (e sicuramente non l'ultima..basta osservare il cielo in questo momento!): è ufficialmente arrivato l'inverno!

Con l'inverno ho un rapporto un po' strano, un rapporto di odio e amore: mi piace il freddo e mi piace guardare la neve, ma mal sopporto la brevità delle giornate, il buio, e per quanto riguarda la neve, mi terrorizza quando sono costretta a uscire di casa, prendere il calesse verso la stazione e poi il treno, e non sapere quando partirà e se partirà e se riuscirò ad arrivare in Studio.

La nevicata di ieri non è stata affatto casuale. Dopo aver passato mercoledì pomeriggio a convincere la mia amica nonché vicina di banco ad aprire anche lei un suo blog, lei stessa mercoledì sera lo apre. E come lo chiama? "Aria di neve"! ...Non poteva che nevicare!

P.S. la foto all'inizio del post ritrae il Bucolico Giardino coperto dalla proverbiale nevicata del sei gennaio 2009.

mercoledì 2 dicembre 2009

Che stress!

Ieri è stata una giornata lavorativa piuttosto intensa: sono uscita dal Castello alle 07.00 e ho rivarcato il ponte elevatoio che erano quasi le 19.45: il fantastico trenino delle nord ha riportato circa un quarto d'ora di ritardo all'andata e ben 29 minuti di ritardo al ritorno.
Dunque facendo due calcoli.. 12,5 ore circa fuori dal Castello, di cui 3,5 di viaggio, 8 in Studio e 1 ora di pausa pranzo...
E oggi non è che vada tanto meglio: cambio di turno al lavoro (dalle 10.00 alle 19.00 anzichè dalle 08.30 alle 17.30). Quindi, stamane ho abbandonato il Castello alle 08.20, ritornerò in Brianza alle 21.00 di questa sera e con la mia principesca carrozza blu volerò in piscina alla settimanale lezione di acqua gym (le principesche grazie hanno bisogno di fare moto, ogni tanto!) per approdare finalmente al Castello questa notte alle ore 10.20 circa.. meno male che la mezzanotte è ancora lontana, se no chissà che succedeva!

Ma quando poi, al termine di una faticosa giornata, collasso sul principesco divano accoccolata sulla spalla del mio Principe Bianco e di fianco a me accade quanto segue:
(la parte nera che vedete in basso a sinistra della foto si tratta del mio fianco e di una parte della mia gamba)


Dimentico la faticosa giornata e sorrido pensando a quanto sono fortunata...