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giovedì 10 febbraio 2011

Comfort movie # 1

Ieri sera su rete 4, credo in seconda serata, davano "Orgoglio e pregiudizio", quello del 2005 di Joe Wright, con Keira Knightley.

Immagine presa dalla rete attraverso il motore di ricerca Google

Ecco, se esistono i comfort movie, credo che questo sia in cima alla mia personalissima classifica, secondo solo ad Amelie, perchè questo è uno di quei film che sono davvero in grado di rimettermi in pace con il mondo... quei film che in qualunque momento, periodo, ora, stagione lo trasmettono sei disposta a rimandare i tuoi impegni, a posticipare lora in cui normalmente vai a letto pur di vederlo.. quei film che sono come un piccolo regalo inatteso, come un abbraccio inaspettato...
E voi, ditemi, quali sono i vostri comfort movies?

giovedì 3 febbraio 2011

Una, dieci, cento gonne!

Era da qualche giorno che avevo in mente questo post, anche se la versione quasi definitiva si è palesata nella mia mente ieri quando ho letto questo bellissimo post, per cui ringrazio Caia per l'ispirazione!

Ricordo che quando ero piccola - facevo le elementari - la sera litigavo spesso con mia mamma riguardo a cosa avrei indossato il giorno dopo per andare a scuola: io voleva mettere la gonna e lei voleva che portassi i pantaloni... ricordo che, esasperata dalla mia cocciutaggine, aveva ceduto proponendomi questo compromesso: un giorno avrei portato la gonna e quello successivo i pantaloni, a giorni alterni per non scontentare nessuno. Io, che vivevo in un mondo di fiabe, nel mio personalissimo paese delle meraviglie, adoravo portare le gonne perchè mi facevano sentire, se non proprio una principessa (il mio guardaroba, allora come adesso, di principesco non aveva proprio nulla!) quanto meno una damina di altri tempi, e come mi pesavano quei giorni in cui ero costretta a portare i pantaloni! Si era mai vista una damina o un eroina delle favole coi panataloni o con la tuta? certo che no!

Sono passati diversi anni, e nel mio armadio le gonne da bimba sono state sostituite di volta in volta con i jeans nell'adolescenza e durante l'università e le trecce che mi faceva mia madre prima di portarmi a scuola hanno lasciato spazio a tagli corti corti e sbarazzini, quasi da ragazzo, per 10 lunghissimi anni...

Poi ho conosciuto il Mio Contadino del Cuore, e con lui ho riscoperto la mia femminilità: i capelli sono cresciuti e ora, da quasi 5 anni, arrivano sotto le spalle (le trecce che mia madre mi faceva da bambina ora me le faccio io la sera prima di dormire), e i jeans che mi avevano accompagnato sino alla laurea hanno abbandonato il mio armadio per lasciare spazio al mio primo vero amore: le gonne!

Quanto afferma la descrizione del mio blog e quanto scritto nel mio profilo è tutto vero: io non porto (quasi) mai i pantaloni. Il mio armadio, come potete vedere dalla foto che ho scattato proprio ieri sera, ospita esclusivamente abitini e gonne di svariati tessuti, colori e modelli, in estate come in inverno...

Fanno eccezione alcuni paia di jeans che indosso in rarissime occasioni (mega nevicata, gita in montagna...), ma se mai mi incontrerete per strada noterete che 360 giorni su 365 porterò la gonna!

Non è che i pantaloni o i jeans non mi piacciono, anzi li adoro su alcune mie amiche, colleghe o ragazze che vedo sul treno o per strada, ma non è un tipo di abbigliamento che trovo comodo per stare seduta 8 ore davanti al PC, e poi in parte non mi ci vedo e comunque mi sento molto più a mio agio e carina e particolare con la gonna! Credo che ultimamente sia diventata proprio un mio "marchio di fabbrica"!


Come ho già detto, ne ho di diversi tessuti, colori e modelli, ma ce ne sono alcune che per me sono speciali, come questa verde di Zara:


ricevuta in regalo da mia zia un giorno che eravamo andati a pranzo da lei. Gliela avevano regalata ma avevano sbagliato la taglia, per lei era decisamente troppo grande, e così ha pensato che potesse piacermi e l'ha proposta a me: è stato amore a prima vista!


E' di un morbidissimo velluto verde a costine super fini, ha dei fiori applicati sul davanti e micro pon-pon attaccati all'orlo. Ha uno stile tra l'etnico e il folk che mi fa impazzire! Anche il Mio Contadino del Cuore la adora, è uno degli indumenti che ho che preferisce! (Le foto purtroppo non le rendono molta giustizia. Vi posso assicurare che dal vivo è ancora più bella!)


E poi ce n'è un'altra nera molto più elegante comprata da Motivi coi saldi due anni fa...


Ha una striscia di pallettes nere applicata in vita


e del tulle nero che scende dall'orlo...

e quando la indosso mi fa sentire speciale, quasi una principessa!
E voi, avete un vostro marchio di fabbrica? qualcosa che vi fa sentire uniche e speciali?

giovedì 3 giugno 2010

Se son rose fioriranno

L'altro giorno, mentre coglievo delle carnose foglie di salvia da portare ai miei perché le cucinassero fritte in pastella, e mi inebriavo del loro profumo e pazientemente le disponevo come fossero fiori di un bouquet, osservavo i fiori che colorano il curatissimo giardino della disegnatrice di stoffe...


e osservandoli riflettevo sulla loro semplice e spontanea bellezza, pensavo alla tristezza che avrebbe invaso il mondo se la loro delicatezza non avesse alleggerito giardini, strade, binari del treno e stazioni...


E per portare ancora un po' della loro sensibile capacità di donare bellezza nel mio giardino, l'altro giorno, con la disegnatrice di stoffe, in un'enorme vivaio, ho scelto la mia rosa!
Già perché dovete sapere che, nonostante ami il fiore della rosa, sin ora ero stata molto restia nel piantarne una nel Bucolico Giardino: la rosa non è un sempreverde e non mi piaceva l'idea di ospitare nel mio giardino, durante il lungo inverno che assopisce la Brianza, un rovo spinoso privo di foglie (per questo ho sempre prediletto le camelie!)... Ma poi ho pensato che un Bucolico Giardino privo di rose non è degno di chiamarsi tale.. e così ho adottato una rosa!
Questo week end la fotograferò e poi vi racconterò tutto su di lei (le ho persino trovato un nome!)!
Per ora vi lascio con qualche foto del giardino della disegnatrice di stoffe:

lunedì 10 maggio 2010

Nostalgia*

Ieri sono terminati i festeggiamenti per il mio compleanno con un pranzo in una trattoria nel verde della Brianza (che con tutta quest'acqua, sempre più verde è!) dove ho festeggiato i miei 30 anni con i miei amici. Ho fatto un piccolo calcolo in seguito al quale sono giunta alla conclusione che quest'anno per il mio compleanno ho ricevuto 27 regali da 14 persone (o coppie o piccoli gruppi di persone!)...

Purtroppo sono riuscita a fotografarne solo una piccola parte!

Sono tantissimissimi! E subito ho pensato: ma io me li merito? Mahh! Nel dubbio me li godo e ringrazio ancora chi ha festeggiato, cucinato, impacchettato, infiocchettato, augurato e brindato con me per il mio compleanno!

Sabato sera invece abbiamo cenato al Birrificio di Como insieme ai miei genitori, i miei zii e ad una loro ex collega che avevo già conosciuto in passato, quando, nove anni or sono, avevo lavorato per tre mesi a Barcellona per la stessa società per cui lavoravano lei ed i miei zii.

La serata, sebbene si svolgesse nel cuore del comasco, ha assunto toni e sfumature ispanico-catalane. La collega in questione, infatti, sebbene ora viva temporaneamente qui a Milano (in un appartamentino zona Brera.. wow!) è barcellonese. Ho quindi potuto dare sfogo alle mie acquisizioni linguistiche universitarie ed erasmiane, nonchè trascorrere la serata con le stelline negli occhi, chè appena sente parlare spagnolo la sottoscritta va in visibilio (come ampiamente già descritto in questo post: http://un-posto-nel-cuore.blogspot.com/2010/01/mi-querida-espana.html)! Ho parlato quasi tutta la serata in castigliano (purtroppo, nonostante il corso intensivo, sono arrivata ad una buona comprensione del catalano, ma molto lontana dal riuscire a pronunciare una frase di senso compiuto!). Questo ha risvegliato in me una fortissima nostalgia verso quei luoghi, quella gente e quella cultura, tant'è che, sperando che la Spagna sia confermata come meta delle nostre prossime vacanze estive, mi aggiro sconsolata sotto la pioggia canticchiando questa canzone:

Ahí está esa hechicera gitana/con su poder te llenará de ilusión./También cambiará tu vida/pues sus hechizos son buena suerta,/salud, amor y fortunasi se lo pides con deboción./Para el mar de amores: rumbas y flores./Pa' subir al cielo: vente al Paralelo./Para ahogar las penas: fuente Canaletas./Pal que busque novio: mercao San Antonio./Gitana hechicera./Hechicera gitana./Tan llena de gracia./Más guapa que el sol./Gitana hechicera./Hechicera gitana./romántica reina./La que nos parió./Es la que sueña despierta,/ama y se deja querer,/tan mujer y tan hermosa,/de ahí le viene su poder.

che è una dichiarazione d'amore che il cantautore catalano Peret scrisse alla sua amata Barcellona.

E voi? C'è un luogo in cui avete vissuto o che avete visitato per cui soffrite di nostalgia?

Continuando a canticchiare mentre digito sulla tastiera, vi lascio con una foto di questa bellissima azalea, anch'essa regalo di compleanno donato ieri alla sottoscritta e di cui la sottoscritta si è già perdutamente innamorata...

*da leggersi alla spagnola, con l'accento che cade sulla prima "a" e la "g" letta aspirata come la "g" di Jorge.

giovedì 15 aprile 2010

Nel mio giardino : riflessioni botanico-filosofiche

Sono follemente innamorata del mio giardino!
Non è particolarmente grande nè particolarmente suggestivo ma è esattamente come lo vorrei, e credo sia questo quello che conta!

Nel mio giardino accadono cose normalissime, che accadono in tutti gli altri giardini del vicinato in questo periodo (spuntano fiori, sbocciano germogli, comincia a crescere l'erbetta seminata con tanta pazienza 2 settimane fa), eppure io mi soffermo ad osservarle rapita ed incantata, ed ogni anno, in questo periodo con stupore accolgo la vita che rinasce, convinta che ogni anno ogni vita sia un miracolo, un dono bellissimo e delicato da parte di questa generosa terra.

E l'aspetto più affascinante di questa rinascita è il fatto che sono passata per giorni lungo il vialetto che dal cancelletto porta al portico sbirciando la terra nuda in cui erano stati piantati i bulbi di gladioli o i ciuffetti di foglie di Iris sperando di intravedere qualche fogliolina nuova o dei germogli, ma per giorni tutto sembrava irrimediabilmente assopito...e invece ieri sera, improvvisamente, come un fuoco d'artificio, con stupore e meraviglia ho incontrato lungo il vialetto verso casa dei boccioli di Iris (ve l'ho mai detto che sono i miei fiori preferiti in assoluto?)

e ho notato che cominciano a spuntare i gladioli!

E per finire vi lascio con una foto del mio incantevole helleboro.
E' un regalo dei miei (di cui già vi avevo parlato in questo post: http://un-posto-nel-cuore.blogspot.com/2010/02/let-it-shine.html) arrivato nella Bucolica Casa Campestre a febbraio. Inizialmente era stato posizionato sul balcone, ma sembrava soffrire in quella posizione, probabilmente perchè troppo esposto alle correnti. In seguito l'abbiamo spostato e disposto sul tavolo sotto il portico. Credo che questa posizione gli sia particolarmente favorevole perchè da quando lo abbiamo spostato sta decisamente meglio, è rinvigorito, si è infoltito e continua a buttare nuovi boccioli!
In questo senso le piante mi assomigliano molto: sono una persona potenzialmente positiva, ricca di risorse e di talenti, che puo' offrire molto alle persone che le sono vicine, ma per far sì che questo accada devo trovare la mia giusta posizione, non troppo esposta alle correnti, sufficientemente riparata, che ora penso di aver trovato!

giovedì 18 febbraio 2010

Dolce Bìa







La sera, mentre il Mio Contadino del Cuore concentrato studia al tavolo del soggiorno, io finalmente mi rilasso accocolandomi sul divano con una copertina di pile sulle gambe e tra le mani la sciarpa che sto sferruzzando (che somiglia sempre più ad un'infinita tela di Penelope, che tesso attendendo che il mio amore torni dal suo lungo viaggio, un viaggio verso algoritmi e articoli di nenotecnologia...) o un ricamo a punto croce.

Non appena conquisto la mia postazione sul divano la Bìa subito mi raggiunge consapevole del fatto che è giunto per lei il momento di ricevere tutte le mie coccole e le mie attenzioni.
Quello è il nostro momento, quello è il momento in cui io mi rendo effettivamente conto di quanta efficacia possa avere la pet-therapy... lo stesso momento in cui è come se lei desiderasse, lasciandosi pastrugnare e intonando un concerto di fusa, farmi capire che è grata delle cure che le riservo. (Ed è in uno di questi momenti che ho scattato le foto di questo post. Purtroppo la qualità non è delle migliori, ma per non disturbare la signorina alzandomi per prendere la fotocamera, le ho scattate con il mio cellulare.)

So che dalle foto che pubblico la Bìa possa dare l'impressione di essere una gatta soprammobile.. ma vi posso assicurare che non è così: a volte trascorre le mezz'ore a correre su e giù per la casa, a rincorrere una nocciolina o a giocare con un suo pupazzetto a forma di topolino fingendo di dargli la caccia...il punto è che è talmente vivace che riesco a fotografarla solo quando dorme o riposa, o nei momenti descritti all'inizio di questo post!
In passato ho avuto diversi animaletti da compagnia e cioè 5 cricetini (nell'ordine: Charlie, Barnie, Buddy, Maddy la mia preferita, e Skippy) e Matilda, una coniglietta nana (che nana poi non era più di tanto), non avevo mai avuto quindi un gatto... e mai avrei pensato che fossero esserini in grado di darti così tanto! E' incredibile la compagnia che sono in grado di fare, i sorrisi che sanno strappare, la tenerezza e l'affetto che sanno donare!E sono fermamente convinta che, se sono riuscita ad uscire dalla nuvole nera che ha oscurato le mie giornate l'autunno e l'inverno dell'altro anno è anche merito suo, delle sue buffe pose ed espressioni e delle sue fusa!

mercoledì 17 febbraio 2010

Rosso di sera...

Il rosso è uno dei miei colori preferiti... non in tutte le sue tonalità e sfumature però: io amo il rosso ciliegia!
Rosso ciliegia come i guanti in pelle ricevuti in dono ieri da una carissima amica (merci bocu, Antonelle!)

Rosso ciliegia come una collana in legno comprata ad un mercatino con mia mamma quest'estate a Milano

O ancora come il colore del mio smalto per unghie preferito

O come la montatura dei miei occhiali da vista (sono leggermente astigmatica), indispensabili per svolgere il mio secondo lavoro, in cui trascorro 8 ore davanti al pc!

Rosso ciliegia come un paio di bellissimi orecchini confezionati per me da una mia carissima amica di Sant Vincent dels Horts (Barcelona)

O di nuovo come La Mia Sciarpa Preferita, la sciarpa in morbidissima lana merinos che ho sferruzzato l'inverno in cui mi sono laureata e che indossavo nei freddi mesi in cui io e il Mio Contadino del Cuore ci siamo conosciuti...

Quest'estate ho persino creato un paio di orecchi pensando a questo colore, che per me è sinonimo di passione, vitalità e creatività e che è in grado di trasmettermi forza ed energia.


Gli orecchini sono in metallo, pietre dure e vetro di murano. La pietra dura è a forma di fiore, a me piace pensare che sia un garofano rosso (un clavel rojo) che è il fiore simbolo della Spagna.

venerdì 29 gennaio 2010

Mi querida España

Este es una declaración de amor al país que más qiuero en asbsoluto (después del mío, claro): mi querida España.

Questo post è una dichiarazione d'amore alla nazione che più amo in assoluto (dopo l'Italia, ovviamente!): la Spagna!


Vi ho mai parlato della mia devota passione e viscerale interessa per la lingua e la cultura di questo paese?

Nunca os he ablado de mi adicta pasión y visceral interés para el idioma y la cultura de este país?
Ed è talmente antica che non saprei nemmeno dirvi quando abbia avuto inizio... credo che gli albori risalgano a quando ero alle elementari... e che si sia notevolemente rafforzata con la scelta degli studi universitari (sono laureata in lingue e letterature straniere - vecchio ordinamento - prima lingua spagnolo e seconda inglese) e con più di un anno vissuto nella città di Barcellona...

Y es tan antigua què ni se cuando comenzó... creo que sus albores remontan a cuando era una niña e iba al cole... y que se hayan fortalecido con la alección de mi carrera (me licenciè en idiomas y literaturas extranjeras: primer idioma espeñol, inglés como segunda) y con más que un año vivido en la ciudad de Barcelona...

Adoro tutto di questo paese, adoro la sua storia, le sue tradizioni, il suo cibo...

Lo amo todo de este país, amo su historia, sus traiciones, su comida...

Amo la sua capicità di festeggiare per qualsiasi cosa, di divertirsi, di vivere "la calle"... amo le sua contraddizioni, la sua varietà, il suo essere contemporaneamente una ma anche cinque nazioni diverse, ognuna con la sua lingua e con la sua identità...

Me encanta su capacidad de celebrarlo todo y siempre, de pasarlo bien, de vivir la calle... me encantan sus contradicciones, su variedad, su ser una pero en el mismo tiempo cinco paises diferentes, cada uno con su idioma y su identidad...

Adoro la sua musica, i suoi balli e la sua letteratura...

Me gustan muchísimo su mùsica, sus bailes y su literatura (sobretodo la contemporánea)...

Non so spiegare il motivo, non scorre sangue spagnolo nelle mie vene... ma sospetto di essere stata una "Dulcinea" nella mia ultima vita o forse perdutamente innamorata di un "Don Quijote"...

No puedo explicar el porque, no tengo sangre español en mis venas... pero, igual fui una "Dulcinea" en mi vida pasada o quizas me enamoré de un "Don Quijote"...
Cinque anni fa, terminati gli studi, avrei voluto trasferirmi lì a vivere e raggiungere alcuni dei miei migliori amici che lì vivono... poi però ho incontrato il Mio Contadino del Cuore e il mio destino ha intrapreso un cammino totalmente differente.
Hace cinco años, al acabar de mis estudios, tenía decidido de irme a vivir a España y alcanzar unos amigos míos que allì viven... pero luego encontrè Mi Campesino del Corazón y mi destino cambió su camino.

Non mi pento nè mi rammarico delle mie scelte e penso che non potrei vivere altrove, nè un domani vorrei crescere i miei figli altrove, soprattutto non lontano dai loro nonni.... ma mi manca tantissimo la mia Spagna e ci tornerei ogni volta che mi si presentasse l'occasione se il tempo e i soldi me lo permettessero...

No me arrepento ni me apeno de mis decisiones y creo que nunca podré vivir en otro lugar sino éste, ni querría crecer mis hijos en otro lugar o lejos de sus abuelos... pero echo mucho de menos a España y volvería allí cada vez que tuviera la posibilidad de hacerlo si el tiempo y el dinero me lo permitieran...

mercoledì 27 gennaio 2010

Ode to my kitchen

Questo post è interamente dedicato alla mia cucina, cuore pulsante della Bucolica Casa Campestre, e stanza che più mi rappresenta.

Quando io e il Mio Contadino del Cuore stavamo scegliendo l'arredamento della Bucolica Casa Campestre, le stanze a cui abbiamo dedicato maggiore attenzione e cura dei dettagli sono state la conviviale taverna, dove trascorrere le nostre lunghe serate con gli amici, e la mia amata cucina.


Concordavamo sul fatto che la cucina è la stanza più vissuta all'interno di una casa e che quindi era necessario scieglierla con attenzione, cercando di trovare il giusto compromesso tra praticità ed estetica.

Entrambi non amiamo l'arredamento moderno e asettico, prediligendo le atmosfere calde e accoglienti ed il legno vivo a quello laccato o alla formica.

Tuttavia non volevamo rischiare di scegliere qualcosa di troppo classico che si avvicinasse allo stile "casa della nonna".

Poi un giorno il Mio Contadino del Cuore scopre il sito di un artigiano che vende cucine provenzali in muratura.. ed è subito amore a prima vista.

Purtroppo le difficoltà attraversate per averla sono state numerose (e non è questo il luogo adatto per discuterne)... basti pensare che avrebbero dovuto consegnarci la cucina a marzo del 2008, noi ci siamo trasferiti nella Bucolica Casa Campestre a giugno 2008 e la cucina ci è stata consegnato a metà agosto 2008...ma ogni volta che con orgoglio la mostro a qualcuno penso che ne sia valsa veramente la pena.

Abbiamo cercato di armonizzarla il più possibile con il grosso camino costruito dal papà del mio Contadino del Cuore e per tanto già presente nel locale.

Abbiamo scelto dei colori caldi che riscaldassero le lunghe e fredde sere d'inverno e che ricordassero le aurore che vedevamo dal finestrino dell'auto mentre il Mio Contadino del Cuore mi riaccompagnava a casa all'alba in quella gentile primavera in cui ci siamo innamorati.

La mia cucina per me è Casa.


La mia cucina è la stanza dove preparo fragranti torte e croccanti pizze... in cui sorseggio tè con le amiche... dove mi piace tenere la mano del Mio Contadino del Cuore mentre ceniamo... dove fingo di arrabbiarmi tutte le volte che la Bìa sale sul tavolo... in cui mi piace chiacchierare con mia mamma al telefono... dove mi piace cucire anche se ho una stanza apposta per farlo (la mia crafting room, un giorno vi parlerò anche di lei..)...
P.S.I tulipani arancioni, ritratti nelle foto al centro del tavolo, me li ha regalati ieri sera il Mio Contadino del Cuore nonostante la sottoscritta non se li meritasse per niente... ma il Mio Contadino del Cuore ha tanta pazienza e un cuore abbondante e generoso...
P.P.S. ovviamente, l'ultima foto del post, a differenza delle altre, non è stata scattata ieri sera... ancora non ci possiamo permettere un riscaldamento talmente alto da girare per casa in maglietta in gennaio...